7 ESPERIENZE GASTRONOMICHE DA FARE A IMPERIA CON GLI OCCHI DI UN LOCAL.

7 ESPERIENZE GASTRONOMICHE DA FARE A IMPERIA CON GLI OCCHI DI UN LOCAL.

Elisa e Marina sono amiche fin dai tempi del Liceo Classico che hanno frequentato insieme, vicine di banco, a Imperia.
Elisa ci porterà per la gola attraverso le strade di Imperia mentre Marina ci teletrasporterà, a colpi di gusto, nei dintorni di imperia.

Elisa, nata a Imperia e qui ritornata dopo aver vissuto a Milano, Londra, Roma e Lucca! Travelblogger per necessità, se non viaggia le manca l’aria! Le piace leggere di viaggi, programmarli, farli e poi raccontarli e riviverli sul blog.  Crede che “il viaggio” non sia un’esperienza limitata al periodo in cui si è via, ma molto più duratura nel tempo.
Piccoligrandiviaggiatori.com é il blog di viaggi di Elisa Scuto, nato a dicembre 2016.
Specialità: family travel. Mission: incoraggiare i genitori a non mettere da parte la loro passione per i viaggi, ma piuttosto a trasmetterla ai loro bambini…E non è mai troppo presto per farlo!

 STREET FOOD IN CENTRO A ONEGLIA

Andiamo con ordine. Se vi dico Liguria di Ponente penserete subito alla focaccia! E allora ecco che vi consiglio di passeggiare per via San Giovanni a Imperia Oneglia, fermarvi dal panificio Blengini e acquistarne subito un pezzo…ammesso che vi basti!

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Via san Giovanni – Elisa scuto

Proseguite in fondo alla via fino a incrociare l’antico “Carugio du Mù‘”, oggi chiamato Via Costanzo. Qui troverete un altro ottimo posto per la focaccia in fondo alla via. Subito sulla sinistra, invece, vi aspetta la farinata – altra specialità tipica a base di farina di ceci – da “A Sciamadda”.

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immagine 4 farinata

Ritornando all’incrocio tra il vicolo e Via San Giovanni potete anche andare dalla parte opposta. Qui si tiene il mercato coperto al mattino, ma soprattutto a metà via si trova un’ottima osteria ideale per pranzo o per una cenetta a base di farinata: “U pappa”. Sappiate però che la farinata viene fatta solo in stagione, ovvero in autunno-inverno e che il locale la sera chiude presto. Servizio dalle 19 alle 21 circa. Per la farinata é previsto anche il servizio da asporto! A pranzo invece potrete scegliere tra vari piatti tipici e genuini, anche di pesce. Trattasi magari di pesce azzurro, meno pregiato del branzino certo, ma del mare nostrum e non congelato. E la differenza si sente nel gusto!

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via di u pappa

 

Ancora pochi passi più avanti, da Madama Dore’, potrete gustare quella che secondo me è la migliore pizza al taglio – detta “Pissa all’Andrea” – di tutta la città!

PESCE A KM 0 A BORDO DEL “PINGONE!”

Infine, attraversando l’Aurelia, si giunge sulla banchina del porto peschereccio, detta Calata Cuneo. Qui tra le altre barche si trova attraccata la motonave il “Pingone”, attrezzata per la ristorazione. Il suo capitano é anche pescatore quindi il pesce servito é rigorosamente a km 0! Offre  interessanti formule di menu. Ad esempio, aperitivo a base di pesce a 10 euro – consigliatissimo all’ora del tramonto. Un pasto a base di antipasti, primo e dolce vi costerà 20 euro. Prezzi suscettibili di variazione in base alla stagione e al pescato.

PER CENETTE ROMANTICHE NELLA PITTORESCA PORTO MAURIZIO

Usciti da questo meraviglioso quadrilatero del gusto, non posso fare a meni di parlarvi di Imperia Porto Maurizio. Si tratta della zona più antica e più tourist friendly di Imperia. La città vecchia sorgeva sul promontorio del Parasio, assolutamente da visitare per la sua bellezza e per la vista che offre sul mare. Finita la visita potreste cenare nell’ottimo locale chiamato “Olio Grosso”, situato in cima al Parasio. Offre prevalentemente pesce ed un ottimo e ricco menu degustazione dal prezzo molto competitivo.

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Parasio

 

Sul mare merita una visita il caratteristico Borgo Foce. Qui si trova anche l’ultimo ristorante che vi consiglio: “La Ruota”. Location perfetta per una cena speciale e raffinata, sempre rigorosamente a base di pesce. Se disponibili vi consiglio i gamberi di Oneglia o il risotto di mare.

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Borgo Foce

Da qua potete imboccare la “passeggiata degli innamorati” e giungere a piedi fino al Borgo della Marina, dove concedersi un ottimo gelato!

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Vi saluto e vi aspetto a Imperia, se provate qualcuno dei posti suggeriti fatemi sapere le vostre impressioni!

Elisa – PICCOLI GRANDI VIAGGIATORI

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Marina è archeologa, e blogger fin dal 2006.

Il suo blog Maraina in viaggio racconta tutte le sue esperienze, dalla gita fuoriporta al viaggio intercontinentale. Nata a Imperia, dopo la parentesi di vita a Genova durante l’università è tornata al paesello, San Bartolomeo al Mare, vicino a Imperia, per qualche anno, prima di spostarsi per lavoro, e per amore, a Firenze. Qui lavora al Museo Archeologico Nazionale dove, manco a dirlo, gestisce il blog e i canali social.

Si definisce una blogger seriale, perché oltre al travelblog ha anche un archeoblog, da buona archeologa, e un teablog, che alimenta grazie alla sua passione per il té. Ama scrivere, se non si fosse capito, e ultimamente si è data alla narrativa. Datele uno smartphone e una connessione e farà follie! Nel tempo libero, se non è in giro a scoprire qualcosa di nuovo, sta davanti al pc a scrivere post su post su post.

E se le 7 esperienze gastronomiche le facessimo fuori Imperia? Nell’entroterra, andando a cercare direttamente i prodotti più caratteristici? Partiamo per una gita fuoriporta #congliocchidiunlocal che conosce le stradine impervie. Pronti? Via!

L’olio: oro liquido

Inoltrandoci nell’entroterra di Porto Maurizio, risalendo il corso del torrente Caramagna e salendo verso Dolcedo e ancora più su verso Valloria, si percorre la Via dell’Olio: il motivo di questo nome lo capite dal territorio che vi circonda: sulle fasce, i tipici terrazzamenti collinari in muretti a secco, vedete disporsi ulivi e ulivi e ulivi finché corre il vostro sguardo. L’oliva taggiasca è un’oliva piccola ma generosa, capace di donare un prezioso liquido che per secoli ha costituito il punto di forza dell’economia della regione. Non solo olio, poi, ma derivati dell’oliva, come la pasta d’olive (ottima spalmata sul pane) e le olive taggiasche stesse in salamoia, capaci di dare un certo carattere ai piatti sia di terra che di mare (aggiungetele ad esempio al coniglio, oppure al baccalà: vedrete se non ho ragione).

un oliveto coltivato nelle fasce, i tipici terrazzamenti collinari liguri

Il fagiolo di Conio

Questo presidio Slow Food è una produzione caratteristica del piccolo borgo di Conio e dei villaggi limitrofi. Il fagiolo è bianco, sembra quasi un sassolino allungato. Lo si mangia dopo averlo ammollato in acqua per una notte e averlo lessato. Potete condirlo con un filo d’olio, per esaltarne il sapore, oppure potete mangiarlo secondo il piatto tipico di Conio, lo Zemin, una zuppa di fagioli, verdura e carne.

i fagioli di Conio.
Credits: RivieraEventi.it

L’aglio di Vessalico

Gli agricoltori di montagna sono i più cocciuti, quelli che se si mettono in testa una cosa la portano avanti. Bisogna ringraziare dunque generazioni di abitanti di Vessalico, borgo montano dell’Alta Valle Arroscia, se questo aglio si è mantenuto intatto fino a noi, identico a nessun altro tipo di aglio. La coltivazione e la raccolta vengono fatte a mano, le teste d’aglio non sono private delle foglie, ma anzi, intrecciate a due a due per essere meglio conservate. E’ l’ingrediente principe dell’ajé, una maionese a base di olio e testa d’aglio schiacciata che viene consumata su crostini di pane, oppure con le patate lesse.

una treccia d’aglio di Vessalico.
Credits: Terrediriviera.it

La toma di Rezzo

Il bosco di Rezzo è un grande polmone, una bellissima foresta antica e abitata ancora da tante specie selvatiche. Nei secoli gli abitanti di Rezzo, piccolo borgo di una piccola valle incastonata tra la valle Impero e la valle Arroscia, hanno dovuto adattare la pastorizia alle asperità dei luoghi. L’animale che meglio si presta è la capra, la cui carne in queste zone montane è molto apprezzata. Dal latte di capra a Rezzo si ricava un formaggio tipico, la toma. Le aziende agricole della zona offrono la possibilità di assaggiare questo prodotto davvero esclusivo, espressione di un’antica tradizione pastorale.

il borgo di Rezzo

La cucina bianca

E’ bianca quella cucina i cui ingredienti non sono colorati. La cucina di Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Monesi e della montagna ligure interessata dalla “Strada delle Malghe” è accomunata da ricette e sapori appartenenti a questa cucina “bianca” costituita da farinacei, latticini come le tome di malga, patate, porri e rape. L’olio e la cucina mediterranea sono ben distanti anche se dalle cime quassù nelle giornate terse si riesce a scorgere persino il mare. Si tratta di una cucina pastorale, legata alla transumanza e alle malghe, piccoli villaggi di pastori lungo i pascoli ai piedi del Monte Saccarello. La riscoperta di questa cucina, pochi decenni fa, è oggi uno dei motivi per cui salire fino a Mendatica e intraprendere i sentieri montani che da qui partono.

il borgo di Mendatica

Il pane di Triora

La bontà della farina di grano tenero 1, unita alla farina di grano saraceno e alla crusca e dell’acqua che qui in cima alla Valle Argentina è preziosa e pura fanno la bontà di questo pane, prodotto da un solo forno per tutta la vallata. Quest’unico forno porta con sé una tradizione secolare, quando a Triora c’era un solo forno comunale nel quale si cuoceva il pane per ogni famiglia, una volta alla settimana. Il pane di Triora è una grossa forma tondeggiante, dalla crosta bella spessa e scura, del peso di 850 g o 1 kg. Tagliato a fette spesse, accompagna i piatti dei pranzi e delle cene, e delle merende, naturalmente.

il pane di Triora.
Credits: terrediriviera.it

L’Ormeasco: l’entroterra è rosso

Ci siamo addentrati parecchio nell’entroterra in questa esplorazione di sapori, e un buon bicchiere di rosso è quel che ci vuole per concludere questa nostra degustazione virtuale. Troviamo i vigneti lungo i fianchi delle montagne di Pornassio: si tratta di una produzione antica, perché è dal 1300 almeno che i Marchesi di Clavesana, che amministravano i territori, imposero la produzione nella zona.

la montagna ligure

 

Marina – Maraina in viaggio

Per accompagnarvi alla scoperta di altre caratteristiche del mio entroterra mi potete trovare qui:

Blog: https://viaggimarilore.wordpress.com/

twitter: @maraina81

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