Cosa fare e vedere a Budapest e dintorni con gli occhi di un local

Cosa fare e vedere a Budapest e dintorni con gli occhi di un local

Vorrei fare un’introduzione abbastanza concisa, ma non sono sicura di farcela.

Eccomi qua: Nicole, 26 anni, studentessa di Psicologia Clinica e della Salute all’Università di Firenze. Orgogliosissima originaria della Liguria, della provincia di La Spezia (noi spezzini diciamo ‘SPEZIA’, senza il ‘La’), ho vissuto per circa tre anni a Parma e dal 2015 vivo a Firenze. Passare da un paese di provincia ligure ad una città piccola e facile come Parma, per poi ritrovarmi nella caotica Firenze, è stato un cambiamento abbastanza brusco.

Adoro la tranquillità, ma mi piace anche aumentare il passo tra la gente e scivolare tra le vie, perdermi, spesso a Firenze mi sono sentita intrappolata tra i turisti voraci di monumenti e tra i fiorentini con la loro fretta. Volevo vivere in una città facile, stimolante, curiosa, che non si fermava mai, ma allo stesso tempo volevo i miei tempi ed i miei spazi. E così, dopo qualche mese a Firenze, ho deciso di fare richiesta per partecipare al programma Erasmus.

Ho scelto Budapest per diversi motivi, ma vorrei riassumerli così: era una città in cui ero già stata, è una meta molto economica, l’università proponeva corsi interessanti.

E così, il 30 gennaio 2017, con le mie pesanti valigie, la paura più completa di aver fatto una cazzata e la valigia piena di pesto, sono partita per Budapest. Allego foto del mio primo congelamento di fronte al Danubio ghiacciato.

Quando ancora mi trovavo là, parlando con Angelica del più e del meno è saltata fuori la proposta: “Nic, ma ti andrebbe di scrivere qualcosina su Budapest per il mio blog?”. La mia risposta, subito entusiasta, è stata ovviamente un sì.

Dopodiché ho aperto un file nel mio desktop, intitolato “Budapest.doc”, ed ho cominciato a scrivere.

Innanzitutto volevo mettere in chiaro quanto sia una città sorprendente, di quanto abbia superato le aspettative di tutti gli amici e parenti venuti a trovarmi durante i cinque mesi di Erasmus. Mi sono sentita banale ed ho cancellato. Allora ho cercato di fare l’ironica descrivendo quanto sembrino “antipatici” e incomprensibili gli ungheresi, tra tutte le loro contraddizioni, con la loro lingua e con i loro modi di fare, dei fiorini, come non farsi fregare col cambio. Ho cancellato anche questa parte, non mi convinceva.

Non volevo parlare del Parlamento, di piazza degli eroi, delle terme, del Danubio, del Bastione dei Pescatori, dei tram gialli e del Széchenyi Lánchíd, il Ponte delle Catene. Ero ancora in quella città, avrei potuto scrivere di tante cose, eppure non trovavo il modo giusto per raccontare, descrivere.

Ho chiuso il file ed ho pensato un rassicurante “poi lo faccio”.

Nel frattempo ho ripreso l’aereo ed ho terminato la mia esperienza Erasmus e sono tornata alla mia vita. Quel file ogni volta che apro il pc, per vedere una puntata di Stranger Things o per scrivere la tesi, mi fissa, mi giudica e mi conta i giorni da quando sono tornata: uno, due, sette, dieci, due mesi, quattro, sei. E la mia vita scorre, il file mi guarda, “poi lo faccio”.

E ora finalmente all’inizio di questo nuovo anno, ci provo, guardo qualche ricordo, ripenso a quando un anno fa’ pensavo a cosa mettere in valigia e… insomma, bando alle ciance… oserei dire “con gli occhi di un Erasmus” mi sento di darvi qualche consiglio sulla Mia Budapest, che vorrei tanto diventasse anche un po’ vostra 🙂

NB: se qualche persona ungherese legge questo articolo, chiedo umilmente perdono per il posizionamento degli accenti nelle diverse parole!


COSA VEDERE A BUDAPEST

CON GLI OCCHI DI UN LOCAL


GUARDATE IN ALTO

Abituati a stare chini sui nostri smartphone, potrebbe sembrare un paradosso, ma Budapest regala gioie da tutti i lati.

Ogni palazzo ha una sua storia, una particolarità, una faccia che esprime una propria emozione, proprio come quella che mostriamo tutti noi. Un esempio? Dopo 3 mesi che abitavo in Erzsébet körút, mi sono accorta che la facciata del palazzo in cui vivevo aveva una stupenda statua. Insomma, non fatevi sfuggire questi appassionanti particolari.

Le varie personalità dei palazzi esprimono le numerose influenze che l’architettura di Budapest ha: art nouveau, liberty, stile romano, turco, ebraico, non sono altro che frutti delle molteplici invasioni che Budapest ha subito nel corso della storia.

Oltre a guardare i palazzi in alcuni casi vale la pena entrare, se si presenta l’occasione. Anche quei palazzi che esternamente non risultano un granché, potrebbero nascondere una corte interna fatta di fiori, colonne decorate, ringhiere eleganti. (MA attenzione, non vi sto consigliando di violare una proprietà privata!).

Ogni anno a Budapest si svolge un evento chiamato “Budapest 100”, un’occasione per entrare in molti palazzi sparsi nei vari distretti e scoprirne la storia. Allego la foto della corte del palazzo a cui sono più affezionata, ovviamente quello in cui abitavo, risalente al 1896.


GUARDATE IN BASSO

Guardate in basso! Eh, no, non sono istruzioni per un girotondo. Budapest è una città con ancora molti difetti e cicatrici lasciati dei periodi storici l’hanno attraversata. Ma, Ruin Pub docet, laddove esiste qualcosa di rovinato, esiste anche un’opportunità. Sparse per la città, potete trovare esplosioni di colore qui e là, le crepe nell’asfalto sono state colorate regalano arcobaleni improvvisi nel grigio del cemento.

Oltre a queste pennellate improvvise fate attenzione alle pavimentazioni nelle metro gialla e verde, che sono rispettivamente la più antica e la più recente, alla pavimentazione delle terme, esterne ed interne.

Un ultimo, triste, dettaglio che non passerà inosservato: il monumento memoriale sul Danubio. Quest’opera fu realizzata in memoria del massacro dei cittadini ebrei durante la seconda guerra mondiale.

In città, particolarmente nel quartiere ebraico nel settimo distretto, davanti ad alcune case troverete nella pavimentazione dei sanpietrini color oro, con un nome ed il simbolo della stella di David: queste placche dorate sono state posizionate di fronte alle case degli ebrei di Budapest che furono prelevati ed uccisi la notte dell’8 gennaio 1945.


ASPETTATE UN TRENO

La stazione Nyugati per me è stato amore a prima vista, dalla prima fugace visita di due giorni e mezzo, fatta tre anni fa.

Nei cinque mesi passati a Budapest ho potuto approfondire questo amore: dalla simmetria gratificante, ai colori accesi che spuntano in mezzo al grigio, rimasuglio di una vivacità ormai passata, treni che appaiono stanchi e logorati ma che potrebbero portarti tranquillamente lontano.

Non a caso questa stazione è stata progettata proprio da due colleghi di un certo Gustave Eiffel, che probabilmente nei vostri viaggi avrete sentito nominare.

Se come me siete amanti del vintage, sedetevi su una panchina ed aspettate un treno qualsiasi (anche per finta, non vorrei mai mandarvi in giro per paesini sconosciuti dell’Ungheria!) fatevi sturare le orecchie dallo stridio dei freni dei treni in arrivo, ascoltate incomprensibili orari di arrivo in ungherese, annusate l’odore di kürtőskalács che ad intermittenza proviene dal casottino appena fuori dalla stazione.

La stazione di Nyugati non è l’unica ad essere affascinante: anche la Keleti Pàlyaudvar, la stazione dell’est di Budapest, è molto suggestiva e meno fatiscente. Da qui partono i treni più moderni e veloci per Praga, Vienna ed altre destinazioni.


SCEGLIETE IL VOSTRO PONTE PREFERITO

Budapest è una città disseminata di ponti, i quattro i più importanti, con cui probabilmente vi interfaccerete nella vostra visita, sono: il Ponte della Libertà (Szabadság híd), il ponte Elisabetta (Erzsébet híd), il Ponte delle Catene (Széchenyi Lánchíd) e il Ponte Margherita (Margit Hìd).

Questi ponti hanno soltanto due cose in comune: la prima è che sono stati tutti bruciati e distrutti quando le truppe tedesche, dopo la seconda guerra mondiale, hanno abbandonato la città; la seconda, banalmente, è che tutti collegano Buda a Pest.

Come i palazzi, ogni ponte ha un proprio carattere e il fatto che siano estremamente diversi l’uno dall’altro la dice ancora una volta lunga sulla diversità delle zone di Budapest.

Il Ponte della Libertà, in ferro, è la via più elegante e Art Nouveau per attraversare il Danubio. Collega due interessanti attrazioni: le terme e l’Hotel Gellert, che hanno ispirato il film “Gran Budapest Hotel”, e il mercato centrale Nagycsarnok. In estate viene chiuso e diventa zona pedonale e teatro di feste ed iniziative.

Il Ponte Elisabetta, quello sicuramente dall’aspetto più moderno e tante volte sottovalutato. Cavalcato da macchine ed autobus, per la maggior parte diretti alla collina Gellert da cui lo si può osservare per averne una visuale più romantica, nel caso in cui a prima vista non vi convincesse.

Il Ponte delle Catene, che è una delle icone della città sicuramente non richiede molte presentazioni. Imponente come i Leoni di pietra che ne fanno da guardia agli estremi, conduce dal centro ai piedi della funicolare che porta al Palazzo Reale, che è anche il migilior punto da cui poterlo ammirare da lontano.

Infine, il mio preferito: il Ponte Margherita, regala una vista stupenda su buona parte della città. Oltre a connettere Buda e Pest, permette anche di arrivare all’Isola Margherita, da cui appunto prende il nome: la sua forma infatti non è lineare come gli altri, ma sembra quasi un arco, teso verso l’Isola.

Per la vostra scelta consiglio soltanto una cosa: ammirateli da lontano, percorreteli a piedi, soffermatevi al centro e guardate giù. Concedetevi un po’ di vertigine, prima di riosservare i panorami circostanti.

 


ALLONTANATEVI DA BUDAPEST

Allontanatevi da Budapest, se avete tempo, ovviamente. Tengo a rassicurarvi che, se state pochi giorni e volete vedere TUTTO quello che di turistico la città propone, sicuramente riuscirete. Se vi fermerete qualche giorno in più, vi offro qualche idea:

Lago Balaton: il “Mare d’Ungheria”, purtroppo non ho avuto la fortuna di vederlo ghiacciato, motivo in più per cui tornerò a Budapest! Consiglio questo luogo perché il colore del lago vi stupirà, in lontananza risulta un azzurro che rimane impresso negli occhi per giorni dopo la visita.

La macchia turchese si estende per chilometri, tanto che in alcuni tratti è difficile scorrerne il lato opposto.

Difatti il Balaton è il lago più esteso dell’Europa Centrale. Ma attenzione, spoiler: abituati alle strutture e ai paesaggi dei nostri laghi potreste rimanere delusi dalla qualità di locali e servizi. Ricordate che l’Ungheria è un paese che si sta sviluppando. Il lago Balaton dista circa due ore di treno da Budapest. Vi sono due località che ho avuto l’occasione di visitare qui:

1) Siofok, giovanile e molto turistica ma a parer mio questa è la parte molto trascurata, d’estate vi svolgono numerosi festival ed eventi.

2) Balatonfured, fiabesca, decisamente più curata e adatta alle famiglie. Vi sono anche musei e possibilità di assaggiare la cucina lacustre locale.

Szentendre: un piccola città sul Danubio. In italiano Sant’Andrea: questo minuto angolo ungherese è costellato di musei ricchi di storia ed arte del paese ed è un valido modo per allontanarsi dalla città, pur rimanendo in un atmosfera viva e piena di colore. Dista circa 20 km da Budapest, è raggiungibile con il treno e con il battello, nel caso: non fatevi sfuggire l’occasione per un piacevole viaggio attraverso il Danubio.

Visègrad: Purtroppo, quando sono andata è cominciato un diluvio universale e non sono potuta andare nell’attrazione principale: un castello medioevale da cui poter ammirare dall’altro tutto il verde delle colline e dei boschi ungheresi da cui emerge il Danubio. A causa della pioggia, il parco di Visègrad ha preso la meglio sul castello, permettendoci un’umida passeggiata leggermente coperti dalle foglie dei rami degli alberi. Una full immersion di verde.

Qui potete allontanarvi dal traffico, sia fluviale che stradale, leggermente più a Nord rispetto a Szentendre (infatti spesso le due mete sono visitate nello stesso giorno) è raggiungibile col treno o col battello. Se decidete di arrivare in treno, una volta giunti in stazione di Visègrad si dovrà poi raggiungere l’altro lato del fiume con un traghetto molto piccolo, un esperienza decisamente WILD.


FATE UN GIRO ALL’ECSERI PIAC

L’ultima cosa che vorrei suggerire è anche una delle attività che mi ha lasciata più a bocca aperta di tutte. Ve l’ho già detto che sono un amante del vintage, quindi quest’ultima cosa che vi consiglio è un giro all’Ecseri Piac. Il mercatino delle pulci più grande di Budapest e sicuramente uno dei più grandi di Europa. Arrivando sembrerà di essere finiti in una concessionaria di automobili abbandonata (lo so’ che pensate che io stia scherzando, ma non è così!).

Lontano dal centro, in una zona relativamente industriale della periferia. In realtà questo posto all’apparenza malfamato vi porterà nel cuore antico dell’Ungheria, e non solo. Girando tra i banchetti i signori, la maggior parte anziani, annuiscono e ti guidano con grossi sorrisi tra le loro meravigliose “cianfrusaglie”. Molti parlano inglese, italiano, francese. Tra i diversi cimeli risalenti all’epoca sovietica potreste trovare facilmente libri, quadri, dischi anche proveniente dall’Italia. Spero e direi che in questo caso le immagini parlino da sole.

 


SEGUIRE I DYNAMITE DUDES

Se ne avete l’occasione partecipate ad uno dei concerti del gruppo “Dynamite Dudes”, un gruppo di ragazzi spumeggianti ungheresi che fanno musica rockabilly. Non è raro scovarli in alcuni locali sparsi nella città a intrattenere il loro intimo e scatenato pubblico (potete usare i social network per scovarli in qualche locale!), partecipare ad uno di questi concerti è l’occasione perfetta per visitare altri pub oltre ai più famosi Szimpla o Fogàs.


SALIRE SULLA COLLINA GELLERT

Consiglio direttamente per il vostro cuore di salire sulla collina Gellert e salutatemi la cosa che ho sempre guardato con occhi un po’ invidiosi per la sua posizione privilegiata: la statua della Libertà, che veglia e osserva la città meglio di chiunque altro e che più di tutti ha il diritto di sussurrare, o urlare, a questo sogno di città: “Budapest, sei mia”.

 


Budapest è una città dove non si butta via nulla, dove c’è sempre qualcosa da fare, da imparare, da interpretare, ascoltare.

Le mille personalità e opportunità di questa stupenda perla sul Danubio mi hanno accompagnata per pochi mesi, ma con questi consigli poco classici spero che vi aiuteranno a immergervi come ho fatto io. Mi ha donato tantissimo anche nelle difficoltà. Ho amato questa città tantissimo di giorno e notte, in inverno, in primavera ed in estate e mi ha insegnato, per l’ennesima volta, che casa può essere anche un posto lontano 1000 km.

Spero che vorrete innmorarvi, come ho fatto io, di questa città, che sono riuscita a capire anche sotto la pioggia, nelle giornate più grige e tristi.

15 pensieri riguardo “Cosa fare e vedere a Budapest e dintorni con gli occhi di un local

  1. grazie a questo articolo ho scoperto degli angoli poco conosciuti di Budapest e dei suoi dintorni. Devo assolutamente andare a Szentendre, dato che porta il mio nome 😀

  2. Bucarest è una di quelle città di cui tutti parlano benissimo. Oppure malissimo. Di vie di mezzo, in questo caso, non ne ho mai sentito parlare. Grazie per avercela regalata con i tuoi occhi, sicuramente meno “annebbiati” di un qualsiasi ente del turismo e pregni di affetto ed emozioni per quello che ti ha circondata. Brava!

  3. E’ proprio vero che con gli occhi di una local si vedono e scoprono cose che altrimenti perderemmo! Bellissima la tua nuova rubrica e bellissimo scoprire meglio una Budapest che già mi affascinava moltissimo! 😉

  4. Budapest è una città che non conosco in modo approfondito e ti ringrazio per aver riempito molte delle mie lacune.
    Mi hai fatto venir voglia di andarla a conoscere di persona 🙂

  5. Molto bella questa guida ed anche molto completa. I palazzi art neuveau sono sicuramente tra le cose che ho amato di più a Budapest. Peccato solo che vi sia rimasta pochi giorni e non abbia potuto godere al meglio di tutte queste meraviglie!

  6. In molti mi hanno detto che Budapest non è niente di speciale. Probabilmente è da scoprire con molta pazienza e occhio clinico poichè dalla tua guida incuriosisce alquanto. La vista della città è spettacolare. Adoro sentire racconti di persone che fanno esperienza e hanno voglia di raccontarle. Viaggiare per un solo weekend ha il suo perchè, viverci a tempo determinato o indeterminato ha ancora un altro sapore. Erasmus a Budapest, beh una scelta particolare e non banale!

  7. Ho passato poco più di una settimana in Ungheria a settembre 2016, Budapest mia ha letteralmente incantata, era una città da cui non sapevo cosa aspettarmi, ed è stata pura meraviglia! Ancora di più sono rimasta sorpresa dell’Ungheria fuori dalla capitale, un Paese ricchissimo di arte, storia, e paesaggi naturali incredibili. Forse è stato per ora tra le mete visitate quella che più mi ha sorpreso proprio perché prima di partire ne conoscevo ben poco.

  8. Ho letto tutto d’un fiato. E devo dire che hai fatto bene ad aspettare, scrivere richiede ispirazione e qui ne hai avuta abbastanza. Budapest è una città che voglio visitare da tanto tempo, ma purtroppo non sono ancora riuscita ad organizzare… Prima o poi… Il tuo articolo mi sarà molto utile una volta li, perché oltre alle solite attrazioni turistiche a me piace vagare e scoprire. Devo dire che leggendoti mi sono ritrovata proprio lì, ed è una cosa bellissima a mio parere in quanto credo che i racconti di viaggio dovrebbero essere fatti proprio di questo: far fare un viaggio ai lettori. Grazie!

  9. Questo articolo è meraviglioso! Sogno Budapest da anni e nonostante i voli a basso prezzo non ho ancora trovato l’occasione di visitarla. Ovviamente l’articolo è finito salvato immediatamente nella mia cartella di viaggi che devo assolutamente fare, adoro leggere di cose non comuni e turistiche 🙂

    Un abbraccio ad entrambi!

  10. Grazie mille per questi consigli per scoprire una Budapest diversa. Non vedo l’ora di riuscire a visitarla ed il tuo racconto e le tue foto mi hanno fatto venire ancora piu’ voglia di partire.

  11. Grazie veramente a tutti per i gentilissimi commenti, me li ero persi a causa di una full immersion universitaria! Sono molto contenta di avervi trasportati un po’ verso la mia tanto adorata Budapest!

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