Torno a casa. Dopo 7 anni.

Torno a casa. Dopo 7 anni.

7 anni.

Si, son 7 anni in cui non torno a Manila.

Città natale di mia mamma.

E per strane coincidenze e peripezie anche casa mia.

Mamma era incinta e, tornata dall’Italia a fare visita alla sua famiglia, presa dalla tristezza di tornare ha prolungato il viaggio senza calcolare il fatto che, prolungandolo, sarebbe stata “troppo incinta” per prendere un volo!

Conseguenze? Nata da una coppia mista in una città diversa da quella in cui avrei vissuto e conseguenti problemi di documenti che mi hanno costretta a vivere nelle Filippine i primi anni di vita.

Ed eccomi qui, per questa storia che pare tratta da un telefilm, a definire Manila come casa mia.

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Solitamente, tornavamo a casa ogni due anni ma complici vari impegni scolastici, universitari e lavorativi il tempo è scivolato via dalle dita e ha soffiato 7 candeline.

Il tempo ha portato una modernizzazione di tutti i quartieri e non saprei se potrò essere in grado di riconoscerli ripescandoli dalla mappa mentale dei ricordi.

Il tempo ha portato corone d’alloro, battesimi, matrimoni, divise da lavoro.

Il tempo ha portato nuove generazioni in famiglia, già viste tramite uno schermo del telefono, ma ancora da conoscere di persona.

Il tempo ha trasferito altre persone in città, paesi e continenti diversi.

Il tempo si è anche portato via le persone più importanti, che fungevano da bussole di riferimento, a cui ritornare a fare visita senza darmi l’opportunità di un ultimo saluto.

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Stampati i biglietti e presi in mano, ho iniziato a sentire un turbinio di emozioni che a volta danzano insieme in modo coordinato mentre altre volte si sfidano a vicenda contrastandosi.
In un articolo precedente vi avevo parlato di come convivessero l’Asia e l’Europa in me, e del conseguente cambio e riscambio di identità che provo sulla mia pelle ogni volta che salto da una cultura ad un’altra.

Temo di aver perso questa elasticità interculturale a causa del troppo tempo in cui mi son vestita dei costumi, pensieri ed abitudini italiane.

Temo di sentirmi dispersa in un paese che sento ora come culturamente più distante da me prima d’ora.

Temo di sentirmi disorientata in una città in cui, per passare da un quartiere all’altro, occorre anche un’ora di taxi.

Temo di dover cambiare l’immagine di felicità congelata nei ricordi in cui il tempo non aveva ancora rubato alcune persone importanti, distanziato altre, trasferito altre ancora in paesi differenti.

Temo di dover dare l’ultimo saluto ufficiale alle mie bussole e scontrarmi con la realtà di una stanza vuota che 7 anni fa si riempiva di mille risate, di mille aneddoti di quando nonno era giovane e di quando nonna era gelosa, di infiniti karaoke ed abbracci.

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Temo la distanza che ci sarà con l’altra metà del blog e della vita reale senza possibilità di incontrarsi a metà strada ma solo a metà fuso orario.
Nonostante i timori, ho anche tanta voglia di uscire dall’aereoporto e sentire l’umidità appiccicarsi sulla pelle e vedere gli infiniti cavi elettrici neri che tagliano il cielo.

Nonostante i timori, ho anche tanta voglia di riempire lo stomaco del cibo filippino che tanto mi è mancato e mi manca tutt’ora.

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Nonostante i timori, ho tanta voglia di riempirmi gli occhi e le orecchie del mio oceano.

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Nonostante i timori, ho tanta voglia di conoscere i nuovi rami della famiglia perchè, nonostante manchino fisicamente le radici della famiglia, so che saranno presenti mentalmente a un millimetro dal cuore.

Nonostante i timori, ho tanta voglia di tornare a casa e fare pace con la parte asiatica che vive in me.

Nonostante i timori, ho tanta voglia di riabbracciare volti e risentire voci importanti a portata di mano e non a portata di telefono.
Manca così poco e più si strappano i fogli del calendario più aumenta questo scontro di emozioni, tristezza, euforia contrastante e coordinato.

E cosi, entrano in gioco ancora le due parti di me asiatica e europea: la prima mi dà delle spinte dietro la schiena con curiosità e mancanza nei confronti di una delle mie radici; l’altra mi dice di prenderla come sfida contro me stessa.

Se da un lato ho continuato a vedere il film sulla mia vita in Italia, dall’altro ho premuto il tasto pausa sulla mia vita filippina.

E non vedo l’ora di sapere cosa succederà premendo il tasto play.

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30 pensieri riguardo “Torno a casa. Dopo 7 anni.

  1. io AMO il tuo modo di scrivere! Mi fai percepire le emozioni che provi tu! Sono felice che tornerai a Manila e non preoccuparti, ti sentirai a casa non appena arriverai ne sono certa!! Un bacio!

  2. E’ stato uno scontro profondo di emozioni anche per me Engi. Forse perché nell’ultimo periodo, abbiamo avuto modo di conoscerci meglio…o forse, mi sarebbe arrivato comunque come una botta, questo tuo post.
    Hai scritto cose molto belle, soprattutto non edulcorate, ma sensazioni reali, esattamente come sei tu.
    Ho già avuto modo di dirtelo, ma te lo ripeto: è vero, sarà per un attimo destabilizzante, ma appena la vedrai dall’alto, istintivamente il tuo cuore riconoscerà casa tua. E tu risentirai in te tutta la tua parte asiatica.
    Vai senza paure Engi, che il tuo oceano e la tua terra, ti aspettano a braccia aperte. E non temere, per ciò che lasci qui. Perché sarà qui anche al ritorno, più forte che mai.
    Ti abbraccio forte,
    Claudia B.

  3. Posso solo provare a immaginare cosa voglia dire vivere lontano da una parte della famiglia. Una parte di te è qua, e l’altra è letteralmente dall’altro capo del mondo. Immagino che se da un lato è come se avessi due case, in un certo senso poi non ti senti davvero a casa nè da una parte nè dall’altra.
    Ti auguro buon viaggio e buon soggiorno, in un paese che tra l’altro deve essere veramente affascinante ❤️

  4. Angy, che articolo emozionante, mi stavo per commuovere. Adesso hai dei timori ed è tutto normale, ma vedrai che quando sarai lì, tutto sarà passato e la vivrai con leggerezza e naturalezza…perché casa è casa. Nel tuo caso è diverso, perché ne hai due, ma vedrai che andrà tutto bene. Buon ritorno a casa! 🙂

  5. Che bello questo post! Si sente il senso di liberazione dato dal mettere per iscritto sensazioni così contrastanti, così intense. Le parole espresse sono l’elastico che non ci fa cadere nel vuoto quando saltiamo a occhi chiusi e trattenendo il respiro – ché a ragionarci, su certi salti, non ci si butterebbe mai e invece l’istinto sa che quello che troveremo sarà una nuova ricchezza. In bocca al lupo e aggiornaci su questo bellissimo viaggio a ritroso e in avanti nella tua vita.

  6. Mi hai fatto venire i brividi! Ho sentito tutte le tue emozioni mentre leggevo il tuo articolo.
    Ti seguirò con piacere e interesse e non vedo l’ora di leggere altri articoli come questo! 🙂
    Buon viaggio!

  7. Buon viaggio, Angy, sono sicura che sarà bellissimo, nonostante i timori della lontananza. Tornerai da questo viaggio sicuramente più forte e più completa, una persona che ha riabbracciato l’altra parte di sé con gioia. Un giorno mi piacerebbe tanto visitare le Filippine 🙂

    1. Chia♥️
      In momenti di viaggi verso me, mi sento così vulnerabile perchè bisogna rimettersi in discussione.
      Quindi, ti ringrazio di cuore per questo incoraggiamento che tanto mi serve!
      Spero di sentire ancora profumo di casa e non sentirmi estranea.
      Quando vorrai andare nelle Filippine sarò a tua completa disposizione.

  8. Sei riuscita a trasmettermi le tue emozioni e a emozionarmi… Sono certa che sarà un ritorno a casa con i fuochi e che ci racconterai mille esperienze meravigliose una volta in Italia ❤️

  9. Mi sono commossa a leggere questo articolo <3
    Non conoscevo la tua storia… e sì, sembra un film.
    Buon ritorno a casa, buon oceano e buon cibo filippino.
    Respira e riprendi contatto con le tue radici, andrà tutto bene.
    Non vedo l'ora di leggere i post del dopo viaggio!

    1. Ti ringrazio di cuore per queste bellissime parole! Ora, sono a Manila, ed ogni giorno è uno scontro tra ferite aperte e ricordi recuperati, nascosti in qualche angolo di memoria.
      Non so ancora cosa mi riserverà ma le emozioni sono davvero fortissime!
      Se ti fa piacere, per ora, sto scrivendo su fb di queste giornate. 😘

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