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Coppia mista Italia Ucraina

La rubrica riguardo alle coppie miste, che parla delle dinamiche di diverse coppie miste che vivono in Italia, prosegue con una nuova intervista. Essere una coppia mista è un biglietto di sola andata tra differenti culture. Abbiamo intervistato, riguardo a questo viaggio interiore quotidiano Morena e Oleg – una coppia mista  che vive in Italia e che, ogni giorno intreccia due culture: italiana e Ucraina.


COM’È ESSERE UNA COPPIA MISTA? CE LO SPIEGANO
MORENA (ITALIANA) E OLEG (DI ORIGINI UCRAINE)

Ciao a tutti!. Siamo Morena ed Oleg, io italiana e lui ucraino. Oleg ed io ci siamo conosciuti a lavoro e stiamo insieme da 2 anni e mezzo, eravamo all’inizio colleghi… poi amici, lui mi faceva ridere un sacco con il suo italiano improvvisato… e ora viviamo insieme nella bellissima Firenze, ma non lavoriamo più insieme. Io stessa non sono toscana, ma calabrese, mentre Oleg si è trasferito qui 5 anni fa.

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Siete mai stati nel paese del vostro partner?

Io (Morena) sono stata in Ucraina già 3 volte, sia ad Odessa (la città di Oleg) che in altre città del Paese e anche Oleg è stato diverse volte nel mio paese in Calabria, anzi, lo scorso Natale è venuta con noi anche la sua famiglia e abbiamo festeggiato tutti insieme un Natale calabro-ucraino!


Cosa accomuna le vostre culture e cosa le differenzia?

Oleg dice che la prima grande differenza che gli viene in mente riguarda la gelosia: l’italiano tende ad essere più geloso, o meglio, a dimostrarlo di più così come a mostrare di più in generale le emozioni, mentre la cultura ucraina tende a nasconderle e a non viverle apertamente. Oleg mi raccontava che nelle coppie ucraine si litiga molto raramente e si tende ad accumulare, quindi quando si esplode spesso la storia è ormai al capolinea… e infatti i primi tempi che litigavamo, lui era sempre convinto che io lo stessi lasciando e la viveva malissimo, ma io ero semplicemente italiana e per me era una normale discussione!!! Quindi direi un approccio diverso alle emozioni come grande differenza, mentre come punto di unione il valore della famiglia, almeno ai tempi della generazione dei nostri genitori.

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Cosa amate e non amate della cultura dell’altro partner?

(Oleg) non c’è qualcosa che davvero non mi piace della cultura italiana, forse l’aspetto che ancora non riesco ad accettare è la scarsa possibilità di crescere a livello lavorativo, ma per il resto mi trovo molto bene in Italia. 

(Morena) l’aspetto che in assoluto mi ha colpito di più dell’Ucraina e che meno mi piace è la chiusura delle persone… io sono abituata ai sorrisi, al saluto, all’allegria e vedere persone sempre molto serie, entrare in un locale e non sentirsi rispondere quando saluto, mi fa un effetto molto strano. Invece mi piace molto il loro cibo.


Quale comportamento o abitudine hai adottato della cultura del partner?

(Oleg) Io sto imparando ad approcciarmi alle persone in maniera più diplomatica, meno secca… l’italiano parla, parla, ti fa credere di essere interessato a quello che racconti, ha dei modi più gentili ed io sto imparando a farlo. E poi a mangiare formaggi e salumi… che bei taglieri!!!

(Morena) io invece ho imparato ad avere sempre una bottiglia di vodka in frigo!!! A parte gli scherzi, vivendo entrambi in Italia, è difficile che io prenda abitudini dell’altra cultura, però mi impegno molto per cercare di andare incontro ad Oleg e di capire il suo mondo, quindi per esempio studio russo (e vi assicuro che è un gran bell’atto di amore!!!) e mi cimento in ricette ucraine!

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Dato che siete una coppia mista, a tavola cosa si mangia?

A tavola si mangia prevalentemente italiano, anche perché in genere cucino io (Morena), ma capita di tanto in tanto che io riproduca ricette ucraine o che Oleg si sbizzarrisca ai fornelli e frigga tutto il “friggibile”!!! In più ci piace sperimentare, quindi a volte proviamo a riprodurre il greco, il thailandese, il messicano… Devo, però, stare attenta agli esperimenti di Oleg: ancora faccio fatica quando lo vedo far colazione con pane, burro e salame e te verde e quando vorrebbe cospargere di ketchup qualsiasi cosa… ma su una questione non la vincerà: la pizza Hawaii con pollo e ananas in casa nostra non l’avrà mai!!! Ahahahah ;D

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Un aneddoto divertente di qualcosa che hai fatto che nell’altra cultura non si dovrebbe fare?

Ah, Oleg è un genio in questo, io mi salvo più che altro perché il russo lo parlo ancora pochissimissimo, quindi se stai zitto e regali sorrisi a profusione elimini il 99,9% delle gaffe! Proprio qualche tempo fa, siamo stati a trovare una mia amica che aveva partorito da pochi giorni e c’era la sua famiglia riunita. Ecco, il nome del bambino è Vito, nome che la mia amica non ama particolarmente, ma scelto perché si chiama così il papà di suo marito… ed ecco, Oleg ha pensato bene di far notare che Vito è proprio il classico nome da mafioso!!!. Ora, dovete sapere che in Ucraina aleggia questo mito dell’Italia ovunque e anche il nome di un mafioso è considerato come qualcosa di figo, quindi da loro ha un’accezione positiva, invece detta in Italia, e soprattutto in Calabria, ecco, l’effetto non è esattamente lo stesso!. Ma lui non era abbastanza soddisfatto e, al momento di esprimerci tutti sulla somiglianza del bambino con la mamma, col papà, con il nonno… Oleg pensa bene di dire “ma no, ancora è troppo piccolo, a me somiglia solo ad un vermicello!”, hanno tutti provato ad abbozzare un sorriso, ma le facce erano decisamente sgomente! Da noi diremmo che un bimbo appena nato sembra un uccellino, non un verme! E invece in Ucraina vermicello è un vezzeggiativo, quindi lui credeva di aver detto una cosa carina! 


Un’abitudine, un’usanza, una superstizione che tendi a utilizzare spesso e che non esiste nella cultura del tuo partner?

Mi viene in mente un’abitudine della cultura ucraina e cioè bere vodka durante i pasti, quindi per mischiare le due tradizioni culinarie, durante i giorni di festa, spesso prepariamo queste bruschette tipiche ucraine che si accompagnano necessariamente con la vodka.

La tradizione vuole che sia sempre la stessa mano a versare la vodka e che per ogni giro che si vuole fare, si bevano 3 shottini… ciò significa che, se malauguratamente decidi di mangiare 4 bruschette, appena bevi il quarto shottino, devi necessariamente berne altri 2 e arrivare a 6, sennò porta sfortuna, quindi sempre multipli di 3… e niente, a Pasqua con questa storia Oleg ha messo KO tutta la mia famiglia, non abituata a bere vodka, soprattutto a pranzo, erano tutti accasciati sulla tavola!!!

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Qual è il punto di forza di una coppia mista?

Vivere una relazione con una persona di un’altra cultura ha molteplici lati positivi ed io ne sono entusiasta: ogni giorno è una nuova scoperta e la scoperta è accanto a te, le nuove radici che si intrecciano alle tue ti toccano da vicino… è un po’ come viaggiare, ma elevato alla potenza ed è di sicuro un grande arricchimento! All’inizio Oleg era contrario ad avere una relazione con una donna italiana, poi ha capito che l’amore non ha confini ed è uscito dalla sua vecchia zona di confort.

Ovviamente non ci sono solo aspetti positivi, nel senso che una relazione con una persona straniera richiede più impegno di una qualunque altra relazione ed una continua opera di mediazione e compromesso, si hanno schemi sociali e culturali attraverso cui si interpreta ogni cosa spesso molto differenti e trovare il giusto compromesso richiede pazienza e sacrificio, ma questo ti insegna ad aprire le vedute, a sviluppare un maggior spirito di adattamento ed una duttilità maggiore, quindi se si riesce a trovare la giusta chiave di lettura, sono convinta che le coppie miste possano davvero avere una marcia in più!

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