Patologie dei viaggiatori : le conoscevate?

Patologie dei viaggiatori : le conoscevate?

In questi giorni, presa dalle varie preparazioni dei test di ammissione, per psicologia clinica, mi sono imbattuta nello studio di vere e proprie psicopatologie riguardanti la sfera del viaggio.

No, non mi riferisco alla solita definizione di wanderluster che viene usata frequentemente da molte persone (e alcune volte, diciamoci la verità, di questa parola ne viene abusato l’uso da parte di chi vede un resort 5 stelle, con mojito, e ombrellone di paglia come l’irrefrenabile voglia di viaggiare con la “V” maiuscola).

Ma questa è tutta un’altra storia.

Immersa tra le pagine delle patologie e criteri diagnostici, ho ritrovato alcune patologie di cui ignoravo totalmente l’esistenza e di cui pochi sono a conoscenza(forse proprio perchè son abbastanza rare).

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Cause

Avete presente quei viaggi che avete riposto in un cassetto da lunghissimo tempo nella speranza di realizzarli il prima possibile, in cui immaginate i posti ed i colori per mesi e mesi prima della partenza, e una volta atterrati magari le aspettative non corrispondevano alla realtà?

Ecco, queste patologie del “viaggiatore” funzionano proprio cosi: le differenze tra aspettative e realtà si trasformano in turbamento e malessere, nelle persone colpite, perché si ritrovano immersi in una realtà a cui non erano emotivamente preparati.

E queste differenze tra realtà ed aspettative possono esserci sia quando la realtà del posto delude le aspettative sia quando le supera.

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Sintomi

I sintomi sono svariati e possono comprendere:

1)Sensazione di disagio
2)Stress
3)Tachicardia
4)Aumento frequenza respiratoria
5)Allucinazioni
6)Problemi di identità
7)Paranoia

Sindrome di Stendhal (o sindrome di Firenze).

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Questa sindrome colpisce soprattutto le persone che amano l’arte e, di conseguenza, si manifesta in città d’arte più amate al mondo (come Firenze per l’appunto).

Le persone non sono preparate emotivamente ad affrontare la “bellezza” di un luogo o di una opera d’arte che supera positivamente le sue aspettative: e questo causa loro turbamento interiore.

È considerata una sindrome strana perchè nasce da un meccanismo positivo ossia l’essere estasiati dalla bellezza di un’opera.

Sindrome di Parigi

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La sindrome di Parigi colpisce soprattutto i turisti giapponesi a causa dell’immagine estremamente idealizzata che viene veicolata dai media giapponesi.

I turisti si rendono conto che la città dell’amore è totalmente diversa dalle proprie convinzioni, frutto dei media, perché anche a Parigi ci sono strade sporche, la gente è poco accogliente e quartieri poveri.

E nel rendersi conto di queste differenze, la delusione e lo shock son talmente forti da determinare una forte condizione di malessere.

Sindrome di Gerusalemme

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Questa sindrome è a carattere religioso: di conseguenza si manifesta anche in altri luoghi di pellegrinaggio religioso come il Vaticano o Lourdes.

Viene definito sindrome di Gerusalemme perchè è una città caratterizzata da tre diverse religioni monoteiste: e questa realtà multisfaccettata (che comprende anche il conflitto arabo-israeliano) provoca malessere perchè troppo difficile da “accettare” rispetto alla propria fede religiosa.

Questa sindrome può sfociare anche in deliri veri e propri: ad esempio convinzione di essere il messia o un personaggio biblico.

Sindrome dell’India

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Molte persone sognano di andare in India per ritrovare una certa serenità spirituale ma, una volta arrivati in territorio indiano, la realtà che invade i loro occhi è del tutto distante: strade sporche, sovraffollamento, e la violenza e la povertà determinano ansia e angoscia interna.

Oltre all’ansia e all’angoscia, vi è un comportamento paranoico nei confronti della popolazione locale per timore che possa accadere qualcosa di negativo.

Rimedi

Questi disturbi disturbi possono apparire in viaggio/vacanza ma questo non comporta essere pazzi: infatti una volta tornati a casa i sintomi cessano quasi sempre per poi tornare alla routine quotidiana.

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0 pensieri riguardo “Patologie dei viaggiatori : le conoscevate?

  1. ciao, confesso di non conoscere il significato di wanderluster. Allora ho dato uno sguardo: un sito riporta 10 segni del wanderluster e…oddio, almeno 7 ce li ho!!! Fortuna che per adesso mi mancano le patologie del tuo post 🙂

  2. molti dicono di provare sensazioni simili alla sindrome di Parigi quando arrivano a Los Angeles. Idealizzano l’immagine super-luccicante, colorata e piena di vita, proiettandola sulla città più popolosa degli USA, si caricano di aspettative, e poi provano delusione: il traffico, i quartieri malfamati, la Walk of Fame che “non è niente di che”…
    Io ho sempre sognato di andarci, aver sentito tutte questi racconti da “sindrome di Parigi” mi ha lasciato perplessa… :/

    1. Ho sentito anche io la stessa cosa su Los Angeles.
      E consigliano in molti di fare un tour con audioguida per trarre qualcosa di positivo da LA.
      Se posso consigliarti vai a Los Angeles, non come unica tappa del viaggio, ma come tappa intermedia a tour di città diverse, così (nel caso) non potrai rimanere delusa e basta ma visitare tanti posti con cui rimediare!
      Magari ti piacerà anche di piu rispetto ad altri posti.
      Non si può mai sapere.
      In fondo innamorarsi è soggettivo.
      Io fossi andata solo a Berlino invece che fare un tour europeo di città sarei rimasta delusa e basta.
      Ma avendo fatto un tour, mi son “consolata” con le altre meravigliose città!
      In altre parole,prevenire per curare 😊

      1. certo l’avevo già previsto… peraltro LA è una fissa per molti ma io credo che la città che mi rapirà è San Diego… il mio ragazzo ripone tutte le sue aspettative in San Francisco… insomma l’idea del tour viene in automatico! è praticamente obbligata, se vai in California… 😃

  3. Ciao Diletta! 🙂
    Sono proprio assurde in generale queste patologie. Ho saputo da diversi viaggiatori che hanno provato quella di parigi in l’America perchè noi abbiamo i media che valorizzano tanto gli USA e a volte non sempre colpiscono nella realtà. E altri la provano a Venezia. 😄
    Io personalmente l’ho provata a Berlino da cui mi aspettavo grandi cose ma poi nulla: amici come prima! 🙂

      1. Quando siamo partiti eravamo parecchio confusi sull’idea di vita che volevamo fare. Adesso sappiamo che viaggiare è x noi vitale ma anche stare accanto agli affetti. Vorremmo poterci creare un lavoro via web che ci consenta di fare entrambe le cose. L’india ti restituisce i valori che l’europa fa dimenticare

        1. Sarebbe bellissimo poter creare un lavoro via web che consenta anche di unire le passioni: dopotutto chi ama il proprio lavoro, non lavorerà neanche un singolo giorno se fa quello che ama.
          L’india è uno di quei paesi che mi attirano e allo stesso tempo mi “spaventano” in senso buono.
          Non so perchè faccia questo effetto.
          Com’è? 😍

          1. Noi ce ne siamo innamorati tanto da volerci tornare, io pratico danza indiana e mi interesso alla cultura indiana in modo totale. Spaventava anche noi credimi. Ma ciò che dice la TV e ciò che è la realtà spesso non coincidono. Noi abbiamo incontrato delle gran brave persone sinceramente. Magari il mio consiglio è non andarci da sola x io tuo primo viaggio in India, credo ti sentiresti più sicura se viene qualcuno con te non pensi?

          2. Credo proprio di si. Anche perchè dicono sia veramente caotica e può generare scombussolamento. Infatti credo di non essere ancora mentalmente pronta ad affacciarmi nella fetta di cielo indiana: forse timore, forse mancanza di fiducia, o forse ancora troppo distante dalle mie solite mete. Non per mancanza di interesse, perchè l’india va visitata assolutamente! Voi come vi siete trovati?

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